Il comando

Non è la guerra da eliminare ma il comando.
Non la distruzione bensì il divieto.
Chi governa.
Chi decide se sì.
O se no.
Chi elargisce indicazioni costrittive sul come e sul perché.
Chi punisce con l’intimidazione il giusto entusiasmo.
E’ da eliminare chi lascia che i più confondano una strategia d’attacco con il solito orgiastico gregge pascolante.
Per questo il mio combattere è senza padroni, individuale.
Fino all’individuazione di libertà altrui.

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